Il progetto Acquainnova 2.0, co-finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e coordinato dal CIHEAM Bari, ha presentato i primi risultati preliminari ad AquaFarm 2025, la principale fiera italiana dedicata all’acquacoltura sostenibile.

All’interno della sezione tematica sulla circolarità dei sistemi di produzione, il Prof. Emilio Tibaldi (coordinatore del progetto) e il Prof. Roberto Pastres (responsabile delle valutazioni ambientali) hanno illustrato l’analisi dell’impatto ambientale delle 12 formulazioni mangimistiche prototipo, 6 per orata e 6 per trota iridea, sviluppate nell’ambito del progetto.

I risultati preliminari, ottenuti attraverso la metodologia LCA e l’indice PEF (Product Environmental Footprint), indicano che:

-I mangimi a più alto contenuto di proteine vegetali (non derivanti dalla soia) registrano l’impronta carbonica più bassa, < 1 kg CO₂ eq/kg di mangime

-Le formulazioni ricche in PAT (proteine animali trasformate) mostrano invece l’impatto minore sull’uso del suolo

-L’indice PEF complessivo varia tra 120 e 180 micropunti/kg, con i valori più favorevoli sempre associati a ingredienti proteici di origine vegetale non soia

Le 12 formulazioni combinano, in modo differenziato:

Proteine vegetali

Proteine animali trasformate (carni avicole, suine, pesce)

Proteine da biomasse batteriche

Proteine da insetti

📌 L’obiettivo: formulare mangimi innovativi, più circolari e sostenibili, mantenendo alte performance produttive e rispondendo ai criteri della certificazione “Acquacoltura Sostenibile” promossa da Associazione Piscicoltori Italiani e MASAF.