In occasione di Aquaculture Europe 2026, il congresso annuale della European Aquaculture Society, il progetto Acquainnova 2.0 ha presentato i risultati di un’indagine sull’accettazione dei mangimi circolari da parte dei consumatori italiani.

Lo studio, illustrato da Emanuele Dolfi, mette a confronto le tre proteine animali trasformate (PAT) utilizzate nel progetto: da insetto, avicole e suine.

L’indagine, condotta online, ha coinvolto 1.502 persone, un campione rappresentativo della popolazione italiana per genere, età e regione di residenza. I partecipanti sono stati selezionati tra coloro che consumano pesce allevato e sono consapevoli di farlo.

Il 46% degli intervistati si dichiara disposto a consumare pesce alimentato con PAT da insetto, contro il 34% per le PAT avicole e il 29% per quelle suine. Anche l’analisi del “sentimento” conferma questa tendenza: le PAT da insetto sono quelle che suscitano le associazioni più positive.

Per tutte e tre le materie prime, i fattori che incidono maggiormente sulla disponibilità al consumo sono il disgusto e la sicurezza percepita. Nel caso degli insetti l’ostacolo principale è il disgusto, mentre per le PAT avicole e suine pesano di più la sicurezza del prodotto e la sua percepita “innaturalità”.

Quanto alla disponibilità a pagare un sovrapprezzo per valorizzare questa pratica, la maggior parte del campione non è disposta a pagare il prodotto né di più né di meno. Tuttavia, dopo la lettura di un breve testo informativo sulla sostenibilità di questi mangimi, si registra un lieve spostamento verso l’accettazione di un prezzo più alto.

I risultati mostrano che la circolarità non è un attributo neutro, i consumatori la valutano in base all’origine di ciascuna materia prima. Oggi le PAT da insetto sono l’ingrediente più accettato tra i tre, mentre per le PAT avicole e suine potrebbe essere utile una comunicazione mirata sulla sicurezza della pratica.